Come Progettare edifici a Impatto Zero

Marzo 21, 2024

Tecniche e soluzioni per avere edifici efficienti e a basse emissioni

 

La crescente spinta verso la decarbonizzazione e l’efficientamento energetico degli edifici sta portando all’adozione di pratiche più sostenibili nel settore delle costruzioni. 

In questo contesto, la Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) anche chiamata Direttiva case green  impone nuovi requisiti nella costruzione e nella riqualificazione degli edifici, ponendo l’attenzione su soluzioni a Impatto Zero.

Questa normativa è volta a migliorare le prestazioni energetiche e ridurre le emissioni di gas serra promuovendo edifici a basso consumo energetico e a impatto ambientale ridotto e stabilendo standard più elevati per l’efficienza energetica, la qualità dell’aria interna e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. 

Obiettivo della normativa è fare sì che, entro il 2030, tutti gli edifici di nuova costruzione siano a emissioni zero e che, entro il 2050, lo siano tutti gli edifici esistenti.

Il 75% degli edifici europei è inefficiente

L’obiettivo stabilito dalla normativa europea è sicuramente molto ambizioso.
Ed è ancora più evidente se prendiamo i dati pubblicati dalla stessa UE: il 75% degli edifici esistenti è inefficiente dal punto di vista energetico e richiede interventi massicci di riqualificazione per poter raggiungere la neutralità climatica richiesta.

Quali Tecnologie e Soluzioni a supporto

Per progettare edifici a impatto Zero, è fondamentale utilizzare tecniche, tecnologie e processi a basso impatto ambientale. Tra le soluzioni più efficaci ci sono l’isolamento termico avanzato, l’utilizzo di materiali da costruzione ecocompatibili e la progettazione orientata al sole e al vento per massimizzare l’efficienza energetica passiva. Inoltre, l’installazione di sistemi fotovoltaici, solare termico e geotermici può ridurre ulteriormente l’impatto ambientale degli edifici e contribuire alla produzione di energia pulita.

Un altro aspetto cruciale è la valutazione del ciclo di vita degli edifici, che tiene conto dell’impatto ambientale di un edificio dall’estrazione delle materie prime alla demolizione. Un approccio che consente di identificare e ridurre le emissioni durante l’intero lifecycle dell’edificio, garantendo una maggiore sostenibilità complessiva.

Ecco alcuni interventi fondamentali per progettare un edificio a impatto zero:

  • Efficientamento energetico e isolamento termico

Una delle prime strategie da adottare è quella di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio. Un aspetto che può essere ottenuto attraverso un migliore termico delle pareti e del tetto, nonché la scelta di elettrodomestici a basso consumo. 

  • Building Automation e LED

L’utilizzo di lampade a LED e di sensori di movimento per la gestione dell’illuminazione può ridurre consumi e, di conseguenza, le emissioni di CO2. Così come pure sistemi domotici volti a contenre gli sprechi e i consumi energetici.
In sintesi, anche la building automation può contribuire a ottenere maggiore efficienza.

  • Monitoraggio energetico

Oltre ai cambiamenti strutturali, un aspetto importante è legato al monitoraggio dei consumi

Grazie ai dettagli sui consumi, è possibile identificare eventuali inefficienze e sprechi e implementare interventi mirati per ridurli.

  • Rinnovabili ed energia pulita

Un’altra strategia efficace per ridurre il l’impronta carbonica degli edifici è quella di utilizzare fonti di energia rinnovabile. L’installazione di impianti fotovoltaici e il ricorso alle biomasse per il riscaldamento può fornire energia pulita e sostenibile all’edificio, riducendo così la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali.

  • Impianti efficienti

Una maggiore sostenibilità ambientale dei building può essere ottenuta attraverso la sostituzione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento inefficienti con altri sistemi a basso impatto ambientale. Ad esempio, l’utilizzo di pompe di calore o di sistemi di riscaldamento radiante a bassa temperatura offre una valida alternativa rispetto ai sistemi tradizionali.

A chi rivolgersi

Per affrontare con successo la sfida della progettazione di edifici a basso impatto ambientale, è consigliabile coinvolgere un consulente esperto in progetti sostenibili. Una realtà che, in sintesi, sia in grado di:

– offrire competenze specializzate nella selezione dei materiali, nella progettazione energetica e nella gestione del ciclo di vita degli edifici;

seguire tutto l’intervento di progettazione e realizzazione dell’edificio;

– accedere ai bonus edilizi esistenti in ambito di efficientamento energetico (e non solo);

– garantire risultati ottimali in termini di efficienza e sostenibilità ambientale.

Le Fonti, general contractor di esperienza, con una forte solidità e una grande capacità nella gestione dei bonus edilizi, rappresenta un punto di riferimento per chiunque (privati, condomini, enti pubblici) voglia avviare un’operazione di ristrutturazione o nuova progettazione in chiave green e di efficienza energetica.

La società opera come General Contractor, ma con un approccio molto innovativo e una serie di metodi certificati da Ernst & Young (sia per quanto concerne le procedure fiscali sia sul fronte immobiliare e impiantistico) che lo distinguono sul mercato immobiliare.

I suoi servizi innovativi spaziano da tecnologie e dispositivi di building automation a soluzioni per la gestione dei rifiuti e il monitoraggio dei consumi fino a sistemi complessi per l’attivazione di servizi di telemedicina.

Rigenerazione urbana: cosa è previsto

La riqualificazione degli edifici pubblici e del patrimonio della PA conta su importanti stanziamenti finalizzati a sostenere l’attuazione di progetti di rigenerazione urbana per la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.

La stessa Camera dei Deputati ha ricordato – lo scorso 18 gennaio – una dotazione complessiva per il biennio 2025-2026 pari a 235 milioni di euro quale fondo per investimenti di rigenerazione urbana a favore dei comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti. Lo stanziamento rientra nello stato di previsione del ministero dell’Interno.

Per quanto riguarda i contributi ai Comuni per interventi sul territorio, la stessa Camera ricorda che le risorse assegnate dal Ministero dell’interno ai comuni, per il 2024 e 2025, a favore di investimenti relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio “sono finalizzate allo scorrimento della graduatoria delle opere ammissibili per l’anno 2023”. La condizione obbligatoria per i Comuni beneficiari delle risorse per le annualità 2023, 2024 e 2025 è concludere i lavori entro il 31 marzo 2026.

Si specifica, inoltre, che quanto disposto è volto a garantire il rispetto dei target associati alla Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica – Componente 4 – Tutela del territorio e della risorsa idrica – Investimento 2.2 – Interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ricorda che:

“per la progettazione definitiva ed esecutiva relativa a interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio degli enti locali, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, è stato adottato il decreto del Ministero dell’interno del 28 ottobre 2022 con il quale è stata disposta l’assegnazione (Allegato I del D.M. 28 ottobre 2022) di ulteriori risorse finanziarie, previste per il 2023, pari a complessivi 350 milioni di euro, finalizzate allo scorrimento della graduatoria dei progetti ammissibili per l’anno 2022”.

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